di Laura Ricci Centopassi N 2 Gennaio 2013
Siamo partiti anche da Terni per partecipare al 3^ raduno dei giovani della CGIL a Paestum questa estate, tre giorni di campeggio tra dibattiti e laboratori sotto lo slogan “Domani è un altro mondo. Rappresentiamo il cambiamento”.
L’iniziativa,
oltre a costituire un’occasione di confronto tra ragazzi provenienti da zone
diverse del Paese e con diverse esperienze nel sindacato, ha dato anche lo
spunto per aprirsi a nuovi punti di vista ed avviare delle riflessioni sul
futuro: è proprio il futuro delle generazioni più giovani ad essere
maggiormente minacciato dalla crisi economica e dalla precarietà, ed è proprio
la lotta alla precarietà il punto di partenza per creare una nuova
rappresentanza e dare voce a tutte quelle realtà lavorative che ancora non ce
l’hanno. Se il mondo sta cambiando, dobbiamo essere noi giovani a
rappresentarlo e a cogliere le sfide che mano a mano ci si presentano davanti,
individuando nuovi linguaggi, nuove interpretazioni della realtà, nuove
modalità di partecipazione.
Circa
500 giovani tra delegate e delegati CGIL si sono riuniti da tutta Italia nella
splendida cornice degli scavi archeologici di Paestum per discutere del mondo
che cambia, soprattutto quello del lavoro: precariato, diritti, formazione,
carriera, migranti, territorio, legalità, contrattazione, sono solo alcuni
degli argomenti affrontati e approfonditi dai gruppi di lavoro che si sono
alternati nel corso delle tre giornate. Al raduno hanno partecipato anche
giovani attivisti, ricercatori, politici e dirigenti sindacali, che partendo
dall’elaborazione dei lavori di gruppo hanno contribuito ad ampliare il
dibattito analizzando gli argomenti in base alle loro competenze.
venerdì 11 gennaio 2013
C’è chi Libera Terni
di LIBERA TERNI Centopassi N 2 Gennaio 2013
territorio. Le inchieste della magistratura che hanno portato recentemente a numerosi arresti per
reati connessi alle attività di camorra,mafia e ‘ndrangheta nella nostra provincia, dimostrano infatti l’ampiezza e la pervasività delle organizzazioni criminali e gli intrecci perversi tra attività illegali e iniziative economiche apparentemente legali.”
Con questi intenti, a maggio 2010, alcune associazioni quali Acli, Arci, Il Pettirosso, Legambiente e singoli cittadini decisero di dar vita ad un coordinamento di “Libera: nomi, associazioni e numeri contro la mafia” impegnato direttamente nel territorio provinciale di Terni. Tale spinta nasceva anche da alcuni preoccupanti notizie, forse passate con troppo disinteresse nel opinione pubblica, come
lo spettacolare arresto a Borgorivo di Emilio Di Caterino detto 'Emiliotto' esponente di spicco del clan camorristico dei casalesi o come il sequestro di attività commerciali e beni immobili, intestati a
prestanome e fiancheggiatori della cosca mafiosa palermitana di San Lorenzo - Resuttana, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.
lo spettacolare arresto a Borgorivo di Emilio Di Caterino detto 'Emiliotto' esponente di spicco del clan camorristico dei casalesi o come il sequestro di attività commerciali e beni immobili, intestati a
prestanome e fiancheggiatori della cosca mafiosa palermitana di San Lorenzo - Resuttana, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.
In particolare in quell’occasione furono sequestrati, ed ora sono in fase di confisca, un magazzino in corso vecchio,un supermercato ed un negozio di abbigliamento ed accessori a Terni, due appartamenti ed un magazzino ad Acquasparta e un ristorante/pizzeria a Narni.
Di grande sostegno alla nascita del coordinamento è stata l’esperienza di Libera Umbria, attiva da molti anni, grazie alla quale la nostra regione si è dotata di importanti strumenti come la commissione di inchiesta regionale sulle infiltrazioni mafiose, l’osservatorio regionale sul fenomeno mafioso e il riconoscimento come festa regionale del 21 marzo “Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia”.
Sempre grazie al lavoro di Libera Umbria e della giornalista di LiberaInformazione Norma Ferrara è stato realizzato un importante dossier che da anni monitora i fatti di mafia in Umbria e che è recentemente diventata “libera” pubblicazione col titolo: “Il covo freddo. Mafia e contro mafie in Umbria”. Fedelmente alla frase di Antonio Caponnetto “La mafia teme la scuola più della
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